martedì 21 febbraio 2012

MY LIFE IN FASHION: DETAILS




Quando ho chiamato il mio blog "Audrey in Wonderland", non sapevo che il vero mondo delle meraviglie dovevo ancora trovarlo. Ora, a distanza di un anno, non solo l'ho trovato, ma ho il privilegio di farne parte. Ed ecco la fortuna più grande: è il mio posto di lavoro. Se già l'anno scorso ero felice di lavorare per delle mostre bellissime in una struttura incredibile, ora che lavoro in un atelier di moda mi sento come se tutti i miei sogni si stessero all'improvviso realizzando. Lascio parlare le mie prime foto per farvi capire di cosa sto parlando, svelandovi che questo luogo incantato è l'atelier di Mariateresa Grilli (www.mariateresagrilli.com), la bravissima stilista per cui ho iniziato a lavorare come assistente e collaboratrice per gli eventi...
Dunque sbirciate le sue creazioni pezzo unico e l'atmosfera da sogno del suo spazio torinese, presto altre foto e dettagli, e ovviamente se transitate da Torino passate a trovarci!
























lunedì 20 febbraio 2012

GIVEAWAY: AND THE WINNER IS......




Ragazzi, se è stato difficile!! Avete scritto dei commenti incredibili, brillanti, arguti, intelligenti e creativi! Mi avete messa in difficoltà, scegliere un solo vincitore.... no, impossibile! Quindi io ed Emmat ci siamo trovate d'accordo nello sceglierne... addirittura tre!! Una piccola sorpresa per dirvi ancora una volta grazie per l'affetto con cui seguite il mio blog. Ma bando alla suspence ed ecco i tre (bravissimi) vincitori (di cui mi fa piacerissimo pubblicare anche il link ai loro bei blog):


1° CLASSIFICATA: ADY HAPPYBORN
Vince una copia del libro e una emmat bag, entrambi messi a disposizione da Emmat (perchè come lo ha raccontato lei, lo stile, ci ha fatto quasi commuovere...)

"Lo stile si annida dove meno te l'aspetti: dentro l'orlo scucito di una gonna second hand, negli abbinamenti cromatici a volte improbabili che sei "costretta" a fare perchè la camicetta "buona" è ancora da lavare, e soprattutto nella fodera scucita delle tasche del cappotto, dove qualche volta, infilando la mano, ci trovi quei due euro che erano scivolati in profondità con i quali, senza indugio, ci comprerai la tua copia, profumata e vergine, di Vanity fair".


2° CLASSIFICATA: GIADA CELESTE
Vince una copia del romanzo messa a disposizione dalla sottoscritta (perchè le sue 4 regole alla Emma del libro sarebbero piaciute davvero tanto!)

"Regola numero 1; ricordarsi sempre dei parenti – Dovrete rivalutare il vecchio detto parenti serpenti, no, siamo precarie certe pregiudizi non li abbiamo e allora pronte a fare il giro di nonne, zie(vanno benissimo anche le pro pro pro zie) e saccheggiare(si, avete capito bene e mi raccomando senza compassione, siamo precarie la compassione l’abbiamo messa in un cassetto) tutti gli abiti vintage…anche borse e cappellini. Perchè come ben sapete il vintage fa chic e a noi piace tanto essere chic senza spendere un euro. Le nostre care nonnine, ma quanto le amiamo?
Regola numero 2: Se non sei una provetta sarta non ti preoccupare c’è sempre l’Attack. Niente drammi o scene di panico…ripetete come un mantra “io sono la stilista di me stessa e so cucire alla meraviglia”, anche se è una balla colossale non importa, il segreto è che dobbiamo crederci e mal che vada un tubetto di colla per stoffa Attack, potrebbe sempre far comodo.
Regola numero 3: Noi precarie abbiamo una gran faccia di bronzo, noi precarie siam furbe…piccole formichine operaie pronte alla battaglia e quando viene natale o altre ricorrenza in cui ci si scambia un dono le soluzioni sono due…drastiche ma sempre due(quindi la scelta spetta solo a voi), la fuga(o pseudo fuga, vi barricate in casa per 10 giorni(vi prego di ricordarvi però di fare una scorta alimentare decente, non vorrei che qualcuna di voi ci lasciasse le penne)) o con estrema faccia di bronzo consegnate ad amici e parenti una bella lista “dettagliata”(costo, negozio, ecc)cosa e dove acquistare il vostro regalo di natale…..la scusa che va per la maggiore; “quest’anno con questa crisi preferisco che mi regali solo cose che sono veramente utili, sai a casa non ho più spazio….pensa ho dovuto dar via anche il cactus che curavo da 10 anni, non hai idea del dolore….ma ahimè non avevo più posto”.
Regola numero 4; siate geniali, furbe…ricordatevi che anche le idee più bizzarre e assurde se sono ben studiate posso salvare il vostro portafoglio."


 
3° CLASSIFICATO: DOMENICO
Vince il dolce preferito di emmat, il Gofri, gentilmente messo a disposizione da www.iomangiogofri.it di Erica Lazzarini e Marzia Jourdan + la marmellata di emmat, per una merenda celestiale (in attesa che la precarietà diventi il nuovo nero e tutti la possiamo affrontare con un po' di allegria in più!)

"Qualcuno ha detto che la stabilità è una noia mortale. Beh allora la precarietà è una tendenza. D'altronde diciamocelo, essere precari non è da tutti. Se per la ballerina è indispensabile avere un collo del piede piuttosto pronunciato, un seno di modeste dimensioni, e la circonferenza di una baguette, anche il precario ha le sue proprie caratteristiche: ha i piedi piantati al suolo, mantiene un profilo basso. Tutti elementi di un'allure d'antan. Siamo in periodo di Fashion Week quindi chissà che qualche passerella importante non presenti "la precarietà come nuovo nero"!
PS: Io voglio scrivere per Vogue Italia."

I vincitori saranno contattati da me in giornata per i dettagli operativi. Ma devo dirvi la verità, tantissimi di voi hanno scritto parole bellissime. D'altra parte, quasi tutti condividiamo il precariato: come ci ha ricordato Claudia "il futuro viene a farci visita ogni notte prima di andare a dormire".... e allora che fare? Se posso darvi un consiglio, leggetevi i commenti di tutti i partecipanti. Ci troverete una miniera di consigli utili, sogni, esperienze, spunti e speranze! Per esempio, Silvia sottolinea che "sognare fa bene al cuore", Alexis che "il vero stile non sta in quello che indossi, ma in come lo indossi", Greta che "le stagioni cambiano, le mode anche. L'autenticità è qualcosa che resta. Per sempre", Emily ed S ricordano a tutti che un sorriso è il miglior accessorio e può valorizzare anche un semplice maglioncino di Zara, Riccardo ci parla della vera classe....
Mi ha colpito anche Hegles, che sottolinea che "non si deve essere invidiosi della fortuna altrui": a me nel precedente lavoro è capitato qualcosa di simile, cattiverie e pettegolezzi dovuti all'invidia mi hanno rovinato la reputazione. Ecco, questo è davvero triste: in tempi già difficili, sarebbe meglio coalizzarsi invece di farsi le scarpe a vicenda, non trovate?

Ma le sorprese non finiscono qui: sia io che Emmat siamo rimaste talmente colpite dalla vostra partecipazione affettuosa e brillante che vogliamo offrire a chiunque lo vorrà un pomeriggio di chiacchiere, caffè e sorrisi qui a Torino!! Speriamo che in molti possiate partecipare (distanza permettendo!): se l'idea vi piace lasciate un commento sotto a questo post così noi partiamo con l'organizzazione!



Infine... un sentito grazie a tutti i partecipanti, tanti complimenti ai vincitori, un arrivederci alla prossima iniziativa e.... un in bocca al lupo perchè i vostri sogni, che si intravedono tra  i commenti, possano avverarsi al più presto!



giovedì 16 febbraio 2012

MY LIFE IN FASHION: INSPIRATION #1



Tempo di novità: nuova vita, nuovo lavoro, nuova rubrica. E il nuovo lavoro non è solo un impiego normale, ma uno nel campo che più amo al mondo, ovvero la moda!! Inutile dirvi quanto sono felice. In attesa di potervi dare i dettagli, ho pensato a questa nuova rubrica, MY LIFE IN FASHION, per raccotarvi le mie avventure e disavventure (speriamo di no!) in questo ambiente creativo, affascinante e stimolante! L'idea è che all'interno della rubrica ci siano poi vari argomenti, tipo DETAILS per raccontarvi i dettagli più succosi, NEWS per le novità modaiole e INSPIRATION per tutto ciò che, in questo ambito, mi dà nuovi spunti. Che ne dite? Vi può interessare?! Inoltre ecco un'altra novità: la sezione TALENT, che voglio dedicare a nuovi talenti torinesi da farvi conoscere, per uno shopping sempre meno omologato e più di qualità (ma possibilmente low cost!). Anzi, posso dire che il primo post TALENT l'ho già scritto, dedicandolo alla scrittrice piemontese EmmaT (avete partecipato al giveaway vero??). Ma ci sono in arrivo molte altre novità, le prime delle quali dedicate per esempio al vintage e al design. Quindi.... stay tuned! Per ora una carrellata di foto-ispirazione per questa nuova, fashionista, vita!! Vi abbraccio.

















lunedì 13 febbraio 2012

THIS IS ME. AND THIS IS MY STORY




E' domenica notte. 
E' tardi. 
Ma se non lo faccio ora, perdo il coraggio. 
Ci conosciamo con alcuni di voi da un anno, con altri da poche ore. 
Ma è sempre bello ritrovarvi qui. 
E allora ho pensato che fosse giusto, dopo un anno di anonimato (solo per timidezza, eh) farvi vedere chi sono veramente. 
Non solo in foto (prese da FB, terrificanti, sorry), ma nell'anima. Un po' l'avete già vista, la mia anima. 
Ma c'è qualcosa che non sapete, e che voglio condividere con voi. La mia vita da un anno a questa parte. Ok, ho aperto il blog, e ne sono strafelice. Molte cose ve le ho raccontate "in diretta". Ma ci sono stati tantissimi momenti duri, e inizio a uscirne davvero forse solo ora. 
Un anno fa avevo un ragazzo, un cane, una casa, un gruppo di amici storici e un lavoro. 
Fino a ieri, non avevo quasi più nulla di tutto questo. 
Ho lasciato il mio ragazzo per correttezza, non lo amavo più. Ma ha voluto dire lasciare la mia bella casa, il mio amato cane, gli amici in comune, la mia normalità. Nel marzo 2011 stavamo iniziando l'avventura di "Esperienza Italia", lavoravamo 14 ore al giorno per allestire le mostre alle OGR e i relativi eventi, e io da un giorno all'altro mi sono trovata senza un tetto, un ragazzo, un cagnolino che era la mia gioia e un gruppo di amici. Avevo solo più il mio lavoro. A cui mi sono aggrappata con tutte le mie forze, mettendoci l'anima. Dove ho trovato alcune persone che mi hanno iniziato ad apprezzare e aiutare. Una, in particolare. Che è stata come una famiglia. Mi ha preso in casa quando non sapevo dove stare. Anche se ci conoscevamo da 2 settimane. E anche se tenevo i vestiti per terra, era una gioia scegliere cosa indossare la mattina, mentre a turno si faceva il caffè. E anche se c'era un solo mazzo di chiavi, era tutto semplice. Anche se si lavorava 16 ore al giorno,  7 giorni su 7, il tempo per una risata si trovava sempre. Abbiamo messo anima e cuore nelle mostre per cui lavoravamo. Ci siamo aiutati, capiti, presi in giro, abbracciati, arrabbiati e supportati, nel lavoro e nella vita. 
Non so dove sarei ora, senza di lui. 

Intanto il tempo passava: litigi famigliari, la morte del nonno dopo 2 devastanti mesi in ospedale, una casa da cercare con zero risparmi da parte, casini sul lavoro e una vita da inventare.

Poi arriva l'estate, trovo una casa, cerco un equilibrio, sembra funzionare. 
Poi però arriva anche novembre, le mostre chiudono, i contratti scadono, ma si parla di riapertura. Ci spero. Poco prima di Natale, scopro invece che non solo non sono inclusa nel nuovo staff, ma che le motivazioni sono pretestuose, infondate, pilotate da pettegolezzi, invidie e cattiverie. Che il posto che ho considerato la mia casa e per cui ho dato l'anima non mi vuole. Quel mondo faticosamente costruito e ancora più faticosamente tenuto insieme crolla di nuovo. Mi manca l'aria. Mi manca il terreno sotto i piedi.
Ma ho qualcuno che ancora una volta mi tira fuori, qualcuno che dopo avermi raccattato nelle peggio condizioni la prima volta mi ha impedito di tornarci, e mi ha insegnato a non mollare, a tenere l'anima coi denti e a puntare sempre alla luna, o alla peggio alle stelle. 
Aveva ragione. 
Ora c'è un nuovo, favoloso lavoro all'orizzonte. Forse una nuova casa, migliore. Alcune amicizie che si consolidano. Il blog che va alla grande. Un equilibrio a lungo cercato che finalmente arriva. Una voglia di sorridere che nemmeno ricordavo. E un amico che continua ad esserci sempre e comunque, e perdona i miei casini con un sorriso. Con cui posso parlare di calcio come di vestiti. A cui ho fatto una promessa, che voglio mantenere. Perchè non tutti hanno la fortuna di trovare qualcuno che crede in te quando tu ti dimentichi di farlo. 

PS: un grazie ad Alexis di VIRTUOSISMI CHIC: sai che senza alcune tue parole questo post non sarebbe mai esistito.
Un altro grazie, immenso, ad A. : sei l'unico che c'è sempre davvero stato, senza dover mai lottare per averti al mio fianco. Non è cosa da poco ;-)



sabato 11 febbraio 2012

PASTEL COLOURS





Sabato mattina, momento di shopping. Tra un capo in saldo buttato con noncuranza in una cesta e un accenno di nuove collezioni, ecco che spuntano i colori della nuova stagione. In una Torino bianca e grigia, dove la cosa più indicata da comprare sarebbe un (altro) cappotto in cachemire, fanno capolino i colori dei sorbetti e i tessuti impalpabili delle belle giornate. Impossibile resistere. E' come trovarsi in un gigantesco distributore di caramelle. Solo che invece dei dolciumi ci sono gonnelline corte, abitini svolazzanti, top multicolore, sciarpe colorate. Verde menta, rosa confetto, giallo limone, azzurro polvere, salmone e lavanda: l'imbarazzo della scelta. Ma poi la voglia di contrastare l'inverno grigio ha il sopravvento e mi lascio convincere. Ora, se arrivasse anche la primavera, sarebbe perfetto.






















E voi avete già acquistato qualcosa nei colori dei sorbetti alla frutta?

PS: se ancora non l'avete fatto, partecipate al mio primo GIVEAWAY!!