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lunedì 20 febbraio 2012

GIVEAWAY: AND THE WINNER IS......




Ragazzi, se è stato difficile!! Avete scritto dei commenti incredibili, brillanti, arguti, intelligenti e creativi! Mi avete messa in difficoltà, scegliere un solo vincitore.... no, impossibile! Quindi io ed Emmat ci siamo trovate d'accordo nello sceglierne... addirittura tre!! Una piccola sorpresa per dirvi ancora una volta grazie per l'affetto con cui seguite il mio blog. Ma bando alla suspence ed ecco i tre (bravissimi) vincitori (di cui mi fa piacerissimo pubblicare anche il link ai loro bei blog):


1° CLASSIFICATA: ADY HAPPYBORN
Vince una copia del libro e una emmat bag, entrambi messi a disposizione da Emmat (perchè come lo ha raccontato lei, lo stile, ci ha fatto quasi commuovere...)

"Lo stile si annida dove meno te l'aspetti: dentro l'orlo scucito di una gonna second hand, negli abbinamenti cromatici a volte improbabili che sei "costretta" a fare perchè la camicetta "buona" è ancora da lavare, e soprattutto nella fodera scucita delle tasche del cappotto, dove qualche volta, infilando la mano, ci trovi quei due euro che erano scivolati in profondità con i quali, senza indugio, ci comprerai la tua copia, profumata e vergine, di Vanity fair".


2° CLASSIFICATA: GIADA CELESTE
Vince una copia del romanzo messa a disposizione dalla sottoscritta (perchè le sue 4 regole alla Emma del libro sarebbero piaciute davvero tanto!)

"Regola numero 1; ricordarsi sempre dei parenti – Dovrete rivalutare il vecchio detto parenti serpenti, no, siamo precarie certe pregiudizi non li abbiamo e allora pronte a fare il giro di nonne, zie(vanno benissimo anche le pro pro pro zie) e saccheggiare(si, avete capito bene e mi raccomando senza compassione, siamo precarie la compassione l’abbiamo messa in un cassetto) tutti gli abiti vintage…anche borse e cappellini. Perchè come ben sapete il vintage fa chic e a noi piace tanto essere chic senza spendere un euro. Le nostre care nonnine, ma quanto le amiamo?
Regola numero 2: Se non sei una provetta sarta non ti preoccupare c’è sempre l’Attack. Niente drammi o scene di panico…ripetete come un mantra “io sono la stilista di me stessa e so cucire alla meraviglia”, anche se è una balla colossale non importa, il segreto è che dobbiamo crederci e mal che vada un tubetto di colla per stoffa Attack, potrebbe sempre far comodo.
Regola numero 3: Noi precarie abbiamo una gran faccia di bronzo, noi precarie siam furbe…piccole formichine operaie pronte alla battaglia e quando viene natale o altre ricorrenza in cui ci si scambia un dono le soluzioni sono due…drastiche ma sempre due(quindi la scelta spetta solo a voi), la fuga(o pseudo fuga, vi barricate in casa per 10 giorni(vi prego di ricordarvi però di fare una scorta alimentare decente, non vorrei che qualcuna di voi ci lasciasse le penne)) o con estrema faccia di bronzo consegnate ad amici e parenti una bella lista “dettagliata”(costo, negozio, ecc)cosa e dove acquistare il vostro regalo di natale…..la scusa che va per la maggiore; “quest’anno con questa crisi preferisco che mi regali solo cose che sono veramente utili, sai a casa non ho più spazio….pensa ho dovuto dar via anche il cactus che curavo da 10 anni, non hai idea del dolore….ma ahimè non avevo più posto”.
Regola numero 4; siate geniali, furbe…ricordatevi che anche le idee più bizzarre e assurde se sono ben studiate posso salvare il vostro portafoglio."


 
3° CLASSIFICATO: DOMENICO
Vince il dolce preferito di emmat, il Gofri, gentilmente messo a disposizione da www.iomangiogofri.it di Erica Lazzarini e Marzia Jourdan + la marmellata di emmat, per una merenda celestiale (in attesa che la precarietà diventi il nuovo nero e tutti la possiamo affrontare con un po' di allegria in più!)

"Qualcuno ha detto che la stabilità è una noia mortale. Beh allora la precarietà è una tendenza. D'altronde diciamocelo, essere precari non è da tutti. Se per la ballerina è indispensabile avere un collo del piede piuttosto pronunciato, un seno di modeste dimensioni, e la circonferenza di una baguette, anche il precario ha le sue proprie caratteristiche: ha i piedi piantati al suolo, mantiene un profilo basso. Tutti elementi di un'allure d'antan. Siamo in periodo di Fashion Week quindi chissà che qualche passerella importante non presenti "la precarietà come nuovo nero"!
PS: Io voglio scrivere per Vogue Italia."

I vincitori saranno contattati da me in giornata per i dettagli operativi. Ma devo dirvi la verità, tantissimi di voi hanno scritto parole bellissime. D'altra parte, quasi tutti condividiamo il precariato: come ci ha ricordato Claudia "il futuro viene a farci visita ogni notte prima di andare a dormire".... e allora che fare? Se posso darvi un consiglio, leggetevi i commenti di tutti i partecipanti. Ci troverete una miniera di consigli utili, sogni, esperienze, spunti e speranze! Per esempio, Silvia sottolinea che "sognare fa bene al cuore", Alexis che "il vero stile non sta in quello che indossi, ma in come lo indossi", Greta che "le stagioni cambiano, le mode anche. L'autenticità è qualcosa che resta. Per sempre", Emily ed S ricordano a tutti che un sorriso è il miglior accessorio e può valorizzare anche un semplice maglioncino di Zara, Riccardo ci parla della vera classe....
Mi ha colpito anche Hegles, che sottolinea che "non si deve essere invidiosi della fortuna altrui": a me nel precedente lavoro è capitato qualcosa di simile, cattiverie e pettegolezzi dovuti all'invidia mi hanno rovinato la reputazione. Ecco, questo è davvero triste: in tempi già difficili, sarebbe meglio coalizzarsi invece di farsi le scarpe a vicenda, non trovate?

Ma le sorprese non finiscono qui: sia io che Emmat siamo rimaste talmente colpite dalla vostra partecipazione affettuosa e brillante che vogliamo offrire a chiunque lo vorrà un pomeriggio di chiacchiere, caffè e sorrisi qui a Torino!! Speriamo che in molti possiate partecipare (distanza permettendo!): se l'idea vi piace lasciate un commento sotto a questo post così noi partiamo con l'organizzazione!



Infine... un sentito grazie a tutti i partecipanti, tanti complimenti ai vincitori, un arrivederci alla prossima iniziativa e.... un in bocca al lupo perchè i vostri sogni, che si intravedono tra  i commenti, possano avverarsi al più presto!



martedì 7 febbraio 2012

"VOGLIO SCRIVERE PER VANITY FAIR": INTERVIEW AND GIVEAWAY




Come promesso nel post dedicato al reading del libro "Voglio scrivere per Vanity Fair" (chi se lo fosse perso lo trova QUI), le sorprese non sono finite. Infatti la gentilissima autrice del libro mi ha concesso d'intervistarla e ha accolto positivamente la mia proposta di mettere in palio per il mio PRIMO GIVEAWAY una copia del suo romanzo e una emmat bag (ideata e confezionata dalle personal shopper torinese, Pina Sansone) piena di sorprese deliziose. Sì cari lettori, quello che vedete nella prima foto è tutto ciò che riceverà il vincitore del giveaway, per fare un tuffo nel fantastico mondo di Emma T. Ma per farvi venire un po' l'acquolina in bocca ecco qualche altro dettaglio del premio in palio....









Ma aldilà del premio, che potrà vincere una sola persona, ecco invece il regalo per tutti i lettori, ovvero l'intervista all'autrice EmmaT/Erica Vagliengo. 



 

LIBRO E PROGETTO EMMAT

1. Il tuo libro è dedicato ad una ragazza "precaria con stile": come fa la tua Emma a non perdere mai lo stile appunto (e il sorriso) nonostante le sue disavventure?
Perché è un ottimista di fondo, ha un buon carattere, e riesce a vedere il lato buono delle situazioni, nonostante tutto. Come disse Rita Levi Montalcini “Io sono ottimista perché l’Italia è ricchissima di capitale umano.”  E ci crediamo sia io che Emma, perché giorno dopo giorno gli incontri sul web e nel reale ci portano a sperare in un domani più giusto, dove sulla scena nazionale si affacceranno i capaci ed i meritevoli.

2. Oltre al libro tu hai avuto l'intuizione geniale di creare il Progetto Emmat: vuoi raccontarcelo?
Certo! Nel 2007, ho pensato di creare il progetto emmat, sfruttando i social network per farmi conoscere e promuovermi: su myspace (http://www.myspace.com/emmatvanity),  ho pubblicato  i primi due capitoli e tutte le foto del merchandising (spille, sticker, specchietti da borsetta e portachiavi) che ho ideato e realizzato concretamente grazie a Marta Grossi, una mia cara amica grafica. Poi ho aperto il blog su style.it (il sito di Vogue, Vanity e Glamour), e a seguire l’account su facebook, friend feed e linkedin. Ho iniziato così, prima ancora che sulla carta, a far vivere il mondo della mia protagonista, Emma Travet, postando le foto dei suoi accessori, raccontando le sue avventure su internet, e, in contemporanea, pubblicando le foto degli sticker appiccicati in giro per il mondo e le foto di mostre ed eventi a cui avevo partecipato. Dopo la pubblicazione del libro, mi sono organizzata diverse presentazioni (Pinerolo, Torino, Milano, Roma, New York), ed ho cercato, come faccio ancora oggi, di partecipare ad eventi in linea con il mio progetto. Ho avuto anche la fortuna di essere invitata al Festival Internazionale del giornalismo di Perugia, e all’incontro nazionale dei giovani imprenditori (CNA NEXT). Oltre a ciò ho sempre lavorato come mio ufficio stampa e questo mi ha permesso di procurarmi diverse interviste su giornali on line o cartacei, in radio o in televisone, di conoscere giornalisti/giornaliste noti. Come vedi, il mio motto potrebbe essere “Aiutati e-spera-che il Ciel ti aiuti”, oltre a “Se vuoi qualcosa, vattela a prendere”. Vorrei sottolineare, però, che è vero, io sono l’ideatrice del progetto ed ho scritto il romanzo, ma ho avuto la chance di incontrare lungo il mio percorso le persone giuste, che hanno creduto in me e mi hanno aiutato, con le loro idee, professionalità, entusiasmo etc… Quindi il “progetto emmat” è anche  loro.

3. Emma non è solo la protagonista del libro, ma una ragazza come tante: a loro che consiglio vuoi dare, tu che il tuo sogno nel cassetto l'hai realizzato?
MAI scoraggiarsi e arrendersi. Se una crede fermamente in un obiettivo (mi piace parlare più di obiettivo che di sogno nel cassetto), prima o poi lo realizzerà. Ti aggiungo altri due consigli. Per le aspiranti scrittrici: MAI pubblicare a pagamento. Per le aspiranti giornaliste: gavetta sì, ma c’è un limite a tutto. Inoltre cercatevi un lavoro part time, che vi garantisca uno stipendio fisso e il tempo libero per poter fare le giornaliste.




MODA E STILE

4. Lo stile di Emma è ben delineato sia sul libro che sul sito; qual è invece lo stile di Erica?
Il mio è più tendente al glam rock, anche se mi piace fare un salto nel vintage, specie nella stagione invernale. Però lo mischio a jeans skinny, stivali e tronchetti. Per quanto riguarda gli accessori mi piace giocare con quelli second hand come con i pezzi di designer emergenti. Mi piace molto il brand MAIDEN ART (pic) di Maristella Colombo: glam rock che spacca!




5. Quando è uscita la prima edizione del libro, nel 2009, scrivevi che il tuo sogno modaiolo era una Balenciaga azzurra, ora parli di una Pekaboo... significa che la Balenciaga è finalmente arrivata? Raccontaci qualcosa della tua passione per le borse.
No, la Balenciaga non è arrivata, perché ho preferito investire i ricavi arrivati dalla vendita del libro nel viaggio a NY. Ora punto alla Pekaboo, regalo per i miei primi quarant’anni. Quindi dovrò aspettare ancora un poco. Fin da piccola, come la più parte delle bambine, andavo a curiosare nella borsa di mia mamma, scoprendo un mondo che mi ha sempre affascinata. La passione è scattata andando in giro per i mercatini di Londra, a quindici anni, poi al Balun a Torino e ovunque ci sia qualcosa di vintage. Poi ho scoperto i designer emergenti, e le it bag delle celebs. Ovunque vada in viaggio, ho l’abitudine di tornare a casa con una borsa. Al momento sono centocinquanta circa, anche se, a dir la verità, ho perso il conto.
 
6. Il 2012 è appena iniziato: cosa salvi e cosa butti dall'armadio?

Ehmm…. Io sono una che butta pochissimo, ho un attaccamento eccessivo alle mie cose, quasi da malattia. La mia amica personal shopper, Pina Sansone (Fashionista), mi rimprovera sempre di indossare solo il 30% del mio guardaroba e che prima o poi compirà una strage tra i miei vestiti. Ad ogni modo, salverei tutti i miei capetti vintage (ormai ne ho da realizzarne una collezione), i jeans skinny, la gonna a ruota di François Marithè Girbaud, la giacca di pelle acquistata al Balun negli anni ’90, i miei bikers nuovi di pacca e butterei- cosa che ho fatto veramente- una decina di camicie indiane che proprio non sono nel mio stile ma non so perché le ho comprate.

7. Qual è il tuo capo del cuore? E il più grande affare fashion che hai fatto?

Sono quattro: la borsa Poppins, color blu puffo, di Sara Turatello (les Envers), la borsa di Tolfa (PWR di Giuseppe Pierantozzi), l’abito anni ’60 di mia nonna Olga Dionigia, e una collana lunga, che apparteneva a mia nonna paterna. Come grande affare, penso la pencil skirt viola accesso di Max Mara, 5 euro da Vestireciclo, il mio negozietto vintage di fiducia (a Pinerolo).





www.emmatravet.it

ph intervista Kristina Gi (www.kristinagi.com)

L’autrice: Erica Vagliengo (1977). Giornalista pubblicista, capo redattrice del mensile free press Lookout magazine, collabora anche con Oggi7 (il settimanale di Americaoggi) ed il sito www.donnareporter.com. Adora lasciare tracce su internet e sul Moleskine, la torta Zurigo, collezionare borsette (meglio se trovate nei mercatini delle pulci), l'arte contemporanea, New York, il caffé macchiato (rigorosamente italiano). Da piccola si sentiva un mix tra Mary Poppins e Virginia Woolf, ora ha scritto un romanzo con lo pseudonimo di Emma Travet e sogna presto di regalarsi una Pekaboo color ginger. Ha lanciato, nel 2007, su internet il progetto emmat di cui parla anche nell'intervista. E, in attesa di “Voglio scrivere per Vanity Fair 2”, al quale sta lavorando la sua autrice, le avventure di Madamin Travet proseguono sul blog emmatvanity.style.it, diventato ormai un  seguitissimo fenomeno sul web (e non solo).

CONTACT

e-mail emmat_vanity@hotmail.com
facebook: emma travet
friend feed.com/emmatvanity
www.emmatravet.it

PER ACQUISTARE IL LIBRO:

nella versione italiana (ed. Memori): www.emmatravet.it
nella versione american-english (a soli 3,44 dollari!) su Amazon.com
 



ED ECCO LE POCHE, SEMPLICI REGOLE DEL GIVEAWAY, GRAZIE AL QUALE UNO DI VOI SI PORTERA' A CASA UNA COPIA DEL ROMANZO E UNA SFIZIOSISSIMA EMMAT BAG:

1. essere fan di Audrey in Wonderland sia sul blog sia sulla PAGINA FACEBOOK (per chi utilizza FB)
2. lasciare un commento a questo post con un vostro contatto (in caso di vincita!) ma soprattutto spiegando cos'è per voi oggi "essere precari/e con stile". Sì, dato che la fortuna a me non sorride mai nei concorsi ;-) ho deciso di utilizzare un altro criterio per scegliere il vincitore: sarà chi avrà spiegato in maniera più curiosa, simpatica, originale ed efficace la propria ricetta/idea/opinione su come vivere con stile questi tempi precari. Basta anche solo una parola ma significativa per voi, una breve frase o un testo più lungo, come preferite. Totale libertà ;-)

Avete tempo fino a domenica 19 febbraio, così lunedì 20 saprete il nome del vincitore e qualcuno inizierà la settimana con un sorriso ;-)
Quindi forza, pensateci, scatenate la fantasia e .... in bocca al lupo!!

PS: da parte di Audrey in Wonderland un grazie di cuore a Emma/Erica per la disponibilità!


martedì 31 gennaio 2012

"VOGLIO SCRIVERE PER VANITY FAIR"




READING
“Voglio scrivere per Vanity Fair”con Emma Travet
 conduce Simonetta Rho (giornalista Rai ed esperta di moda)

Mi sono bastate queste tre righe sulla bacheca FB per decidere che l'evento era di quelli da non perdere. Così, martedì scorso ero in prima fila al reading dedicato al romanzo "Voglio scrivere per Vanity Fair": un pomeriggio bellissimo, allietato da musica, deliziosi gadget, discorsi su libri, lavori (ahimè) precari ma anche moda e stile. 

Il romanzo è un libro uscito nel 2009 che però, grazie alla sua spumeggiante autrice, è ancora sugli scaffali delle librerie (e nelle case di sempre più ragazze). La storia è semplice ma non banale, una vera full-immersion nella vita di Emma Travet, giovane giornalista precaria che cerca di vivere questi tempi difficili con stile, senza rinunciare ai piaceri della vita. "Precaria sì, ma con stile" è il suo motto. 


UN ASSAGGIO DAL I CAPITOLO:
"Io, invece, sono una sfigata giornalista pubblicista di
ventisei anni.
I miei sogni di gloria si sono subito infranti contro la
cravatta di Paperino indossata da Mr Vintage, il giorno
in cui ho firmato il contratto da co.co.pro. (collaborazione
coordinata a progetto. Cioè: “Complimenti, ti stiamo
prendendo in giro con il tuo consenso, ti spremeremo
finché ci sarai utile e poi ti lasceremo a casa, senza indennità
di disoccupazione, maternità, contributi. E nel caso
non ti andasse bene il contratto non c’è problema, chiameremo
un altro sfigato come te, tanto la fila è lunga”).
In sintesi: 699 euro (netti) al mese, per quaranta ore
settimanali, straordinari e ferie esclusi, un misero tetto
per i rimborsi.
Mentre stavo per firmare ho pensato che avrei guadagnato
di più a fare la cassiera al supermercato. Magari mi
avrebbero dato un part time, con un contratto a tempo
indeterminato, tredicesima, ferie pagate e tempo libero
da dedicare allo scrivere. (...)
Ma ho firmato lo stesso, con la speranza che in futuro
la faccenda sarebbe cambiata.
Sono trascorsi due anni e tutto è come prima.
Solo il costo della vita è aumentato."


Dietro Emma T e le sue (dis)avventure c'è Erica Vagliengo, giornalista pubblicista, capo redattrice del mensile free press Lookout magazine e collaboratrice di Oggi7 e donnareporter.com. Adora lasciare tracce su internet, prendere appunti sul Moleskine, la torta Zurigo, il panettone Galup, collezionare borsette, l’arte contemporanea, abiti e accessori second hand, New York e il caffè macchiato rigorosamente italiano. 
Da piccola si sentiva un mix tra Mary Poppins e Virginia Woolf; ora che è diventata grande ha scritto un libro con lo pseudonimo di Emma Travet e sogna di regalarsi una Pekaboo color ginger. 
Prima ancora di dar vita al libro, l'intraprendente Emma/Erica ha lanciato su internet l’innovativo progetto “emmat”: self-marketing legato al romanzo e supportato da partecipazioni a mostre, eventi vari e interviste in radio e tv. Originali anche la grafica e il merchandising, ispirati agli accessori che la protagonista indossa e stampati su spille, specchietti da borsetta, burrocacao, portachiavi. Gli adesivi di Emma Travet sono stati fotografati dai suoi fan un po’ dovunque nel mondo. Il suo mondo è su www.emmatravet.it


Ma per voi miei adorati lettori non finisce qui. E' in arrivo infatti un post a sopresa dedicato al mondo di Emma: altre foto, un'intervista esclusiva sul libro ma anche su stile e moda e infine il mio PRIMO GIVEAWAY, che vi consentirà di vivere il mondo di EmmaT da protagonisti. Quindi, restate collegati, grandi novità sono in arrivo solo per voi!!!














Ecco una piccola anteprima del GIVEAWAY... curiosi?? Vi aspetto!!!