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mercoledì 8 aprile 2015

BOOKS FOR BREAKFAST # 14 - PASSIONE VINTAGE


PASSIONE VINTAGE
Isabel Wolff
LeggereEditore

Un cappello di paglia intrecciata è tutto ciò che a Phoebe rimane della sua amica Emma. Ed è da quell’accessorio a lei tanto caro che decide di ripartire. Perché secondo Phoebe ogni oggetto, e ogni capo, porta con sé l’anima di chi l’ha creato e di chi l’ha indossato. Decide quindi di lasciare il suo incarico nella prestigiosa casa d’aste Sotheby, lasciando tutti di stucco, per aprire una boutique di abiti vintage. Ma è proprio grazie a questa nuova avventura che Phoebe conosce Thérèse Bell, un’anziana signora francese con una straordinaria collezione di capi vintage. Fra gli stupendi abiti da sera e i tailleur d’alta moda, Phoebe trova un cappottino azzurro che non sembra essere mai stato usato, e dal quale Thérèse non vuole separarsi. Parlando del cappotto azzurro e della sua storia, le due donne stringono un’amicizia profonda e presto scoprono che, nonostante le differenze d’età e di cultura, un destino comune le unisce. Entrambe, infatti, non riescono a riconciliarsi con il proprio passato. Ma quando Thérèse confessa all'amica che le mancano pochi giorni di vita, Phoebe deve fare in fretta se vuole aiutarla ad affrontare i suoi fantasmi...


Una storia interessante e a tratti commovente, un inno all’amicizia e alle seconde possibilità che la vita riserva. Il tutto nella splendida atmosfera di un negozio di bellissimi abiti vintage, dei quali durante la lettura si apprendono segreti e "istruzioni per l'uso". 
I lati positivi di questo romanzo sono diversi: l'idea delle vite che si intrecciano, la ricerca di riscatto personale, il contesto glamour ma non superficiale, gli echi della storia del '900 e lo stile scorrevole. Di contro, la protagonista a volte è irritante, mentre le vicende sono un pochino forzate.  Però non si può dire che questo libro non regali qualche ora rilassante (ma non vuota) immersi in un'atmosfera sofisticata e affascinante, alla scoperta di stupendi abiti d'epoca e dei segreti di chi li indossava. 


PS: TROVATE COME SEMPRE AUDREYinWONDERLAND E LE SUE AVVENTURE ANCHE QUI:

lunedì 27 gennaio 2014

27 GENNAIO



"Chi sono tutte quelle persone là fuori?" 
Il padre inclinò la testa da un lato, come se la domanda l'avesse spiazzato. 
"Soldati, Bruno" rispose. "E segretarie. I miei collaboratori. Li conosci già." 
"No, non loro" disse Bruno. "Le persone che ho visto dalla mia finestra, nelle baracche laggiù, in fondo. Tutti quegli uomini vestiti uguali." 
"Ah, quelli" disse il padre scuotendo la testa con un sorrisetto. "Ma quelli non sono uomini, Bruno"

da IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE 
di J. Boyne 



RICORDIAMOCI DI NON DIMENTICARE.


lunedì 5 agosto 2013

ARCHITECTURAL TURIN FESTIVAL - URBEX



Come anticipato ieri, ecco qualche scatto della mostra URBEX organizzata in occasione dell'edizione 2013 del Festival "Architettura in Città", svoltosi presso i Cantieri OGR di Torino. La mostra ha puntato l'attenzione su una serie di "rovine", sul significato di quei luoghi e sulle persone che vi sono passate nel corso del tempo. Un modo interessante e suggestivo per dar voce a luoghi e persone altrimenti dimenticati. Che ne dite? 















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VI ASPETTO!!

sabato 10 novembre 2012

WHERE I LEFT A PIECE OF MY HEART: "FARE GLI ITALIANI"




"Credo che questo posto mi abbia dato tanto quanto mi ha tolto. (…)
Dipende da quale punto di vista lo guardo"
cit. Grey's Anatomy

Quando mesi fa ho scritto QUESTO POST, tra i miei vari luoghi del cuore ho accennato al posto in cui lavoravo in quel momento, le Officine Grandi Riparazioni, senza però specificare alcun dettaglio. Invece adesso che quel posto sta chiudendo i battenti (speriamo solo temporaneamente) voglio farvi vedere in che meraviglioso contesto (la grandiosa mostra storica "Fare gli Italiani") ho avuto il privilegio di lavorare (e vivere) per un anno. Sì, vivere, considerando il numero di ore quotidiane trascorse tra quelle mura e soprattutto il legame affettivo che mi faceva percepire le OGR come una seconda casa. Sempre, in qualunque momento. Proprio come in una casa, qui ho mangiato, letto, incontrato persone, stretto amicizie, litigato, festeggiato, combattuto con le infiltrazioni d'acqua piovana, imparato cose nuove, avuto la febbre, persino dormito (solo una volta unn po' di abbiocco in pausa su un divanetto in giardino, giuro! ;-)
Non sempre questo posto ha ricambiato il mio amore incondizionato, anzi, ma alla fine, se scelgo il giusto punto di vista, posso davvero dire che qui ho perso tutto ma ho anche avuto molto e soprattutto è da qui che ho ricominciato. A vivere, appunto. 

PS: colonna sonora del post: http://www.youtube.com/watch?v=ACzCc5Ye8uQ
Perchè è quella con cui l'ho scritto.  












 










 







E voi avete avuto la fortuna di visitare "Fare gli taliani"?